Il bonus Partita Iva 2022 è giunto, finalmente, alla resa dei conti.

L’indennità una tantum, prevista dal decreto legge 17 maggio 2022, n. 50 e convertito in legge con le successive modificazioni dalla L. 15 luglio 2022, n. 91 (in G.U. 15/07/2022, n. 164), infatti, è disponibile anche per lavoratori autonomini, liberi professionisti e piccoli imprenditori.

Dopo un percorso piuttosto accidentato, infatti, il sostegno economico, già erogato nei mesi precedenti ad alcune categorie di lavoratori e pensionati, è disponibile anche per partite Iva.

Cerchiamo, allora, di approfondire il tema scoprendo nel dettaglio cos’è il bonus Partita Iva 2022, chi ne ha diritto, quali sono le modalità per richiederlo e quali sono gli altri aiuti per partite Iva disponibili nell’anno in corso.

Cos’è il bonus Partita Iva 2022?

Il bonus per Partite Iva 2022 è un sostegno economico che il legislatore ha inteso riservare a liberi professionisti, compresi coloro che partecipano a studi associati o società semplici, freelance e piccoli imprenditori che siano in possesso di determinati requisiti di natura reddituale e di fatto.

L’indennità una tantum è stata prevista al fine di aiutare in modo concreto il tessuto produttivo del nostro Paese già fortemente provato dal perdurare di una crisi economica che si è inasprita nel ultimi mesi in conseguenza del conflitto bellico in Ucraina e del rincaro del costo delle materie prime del settore energetico.

La prima domanda che nasce spontanea, quindi, è se tutte le Partite Iva hanno diritto a bonus da 200 euro.

Va precisato, innanzi tutto, che il sostegno economico non viene elargito a pioggia. Per godere del beneficio è indispensabile possedere dei requisiti specifici e, naturalmente, presentare specifica domanda.

Quali sono i requisiti essenziali per aver diritto al bonus partita IVA 2022?

Il primo aspetto che devi valutare per sapere se far parte nella platea dei potenziali destinatari dell’indennità è quello di natura reddituale.

Soltanto le Partite Iva che hanno dichiarato, nel 2021, un reddito inferiore ad Euro 35.000 possono rientrare fra i percettori del bonus. La valutazione reddituale, naturalmente, non coincide con il fatturato dell’anno solare. Il calcolo è più complesso perché la determinazione del reddito imponibile a fini IRPEF non comprende i contributi previdenziali e assistenziali e nel computo definitivo non rientrano neppure competenze arretrate sottoposte a tassazione separata, eventuali trattamenti di fine rapporto ed il reddito della casa destinata ad abitazione.

Se vuoi determinare in autonomia il tuo reddito e sapere se potrai inoltrare la domanda per il bonus Partita IVA 2022, ti consigliamo di prendere visione della circolare 103 emessa dall’INPS il 26 settembre 2022 che il reddito da prendere in considerazione è quello che scaturisce dalla somma degli importi individuati nel quadro RN, rigo RN1 colonna 1, a cui però vanno dedotti i contributi previdenziali obbligatori e il reddito fondiario relativo all’abitazione principale (rigo RN 2).

Una volte che avrai appurato con ragionevole certezza la tua fascia reddituale, devi verificare di essere in possesso degli altri requisiti richiesti:

  • essere titolari di una Partita Iva alla data del 18 maggio 2022;
  • essere già iscritti alla gestione autonoma alla data del 18 maggio 2022;
  • avere effettuato, entro il 18 maggio 2022, almeno un versamento contributivo alla gestione di iscrizione relativo al periodo di competenza dal 1° gennaio 2020;
  • non essere titolare di alcun trattamento pensionistico;
  • non aver percepito il sostegno economico in altra forma, in accordo a quanto stabilito dagli articoli 31 e 31 del DL n.50/2022.

Come avere i 200 euro di bonus?

L’erogazione del beneficio economico è subordinata alla presentazione di un’apposita domanda all’ente competente.

Va precisato, a tal proposito, che, se rientri nei requisiti, potrai valutare se redigere domanda tu stesso seguendo le indicazioni contenute nella circolare 103 dell’INPS del 26 settembre o se farti aiutare da un professionista del settore.

Come richiedere il Bonus 200 euro per i lavoratori autonomi?

L’istanza di richiesta del bonus va inoltrata all’ente previdenziale di riferimento.

Se sei iscritto ad una cassa previdenziale professionale dovrai rivolgerti all’ente di appartenenza, mentre se sei iscritto alla gestione separata INPS dovrai inoltrare domanda all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Se rientri, ad esempio, fra le seguenti categorie professionali, sappi che il tuo interlocutore di riferimento sarà proprio l’INPS:

  • liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici;
  • iscritti/e alla gestione speciale per i coltivatori diretti, per i coloni e mezzadri, compresi gli imprenditori agricoli professionali;
  • iscritti/e alla gestione speciale INPS degli artigiani;
  • iscritti/e alla gestione speciale per i coltivatori diretti, per i coloni e mezzadri, compresi gli imprenditori agricoli professionali.

L’istanza di richiesta va fatta in modalità telematica utilizzando la propria identità digitale, CIE o CNS tramite la piattaforma ufficiale INPS con primo accesso nella sezione “Prestazione e servizi”, avvalendosi dei servizi di un patronato oppure mediante Contact Center Multicanale contattando il numero verde 803 164 da rete fissa oppure il numero 06 164164 da rete mobile.

Le domande on-line sono attive dal 26 settembre, ma hai tempo fino al prossimo 30 novembre per inoltrarla.

Le istanze sono sottoposte a processo di accoglimento da parte dell’INPS e a successiva verifica dei dati presso l’Agenzia delle Entrate. Se ha percepito indebitamente l’indennità ti verrà sicuramente richiesta indietro.

Sapere quando arriva materialmente il bonus partita Iva 2022 è impossibile al momento e non si può far altro che attendere ulteriori comunicazione da parte dell’ente previdenziale.

Quali altri bonus ci sono per le Partite IVA?

Va sottolineato che, se il tuo reddito annuo 2021 è inferiore ad Euro 20.000, hai diritto a richiedere anche un’indennità aggiuntiva di Euro 150 che, secondo quanto specificato dal legislatore, deve essere considerata un’integrazione del sostegno originario e non rappresenta, quindi, una nuova tranche come accade per le altre categorie di beneficiari e beneficiarie.

Tra gli altri aiuti per p. Iva non dobbiamo dimenticare i contributi fondo perduto per Partite Iva 2022 che l’Esecutivo ha previsto:

Naturalmente, ognuna di queste agevolazioni, ha propri requisiti in termini reddituali e di appartenenza a specifiche categorie Ateco per cui non dimenticare di informarti sempre a fondo sulla normativa specifica.